Auto elettriche: l’opinione di un sostenitore e un possibile sguardo al futuro

Per approfondire la tematica della mobilità elettrica, sempre più attuale e presente, abbiamo deciso di realizzare alcuni articoli per analizzare la questione sotto diversi punti di vista.

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Iniziamo questo nostro approfondimento intervistando Daniele Invernizzi, sostenitore della mobilità elettrica, presidente e fondatore di eV-Now!, fondatore Tesla Owners Italia, electric coach per InsideEVs, formatore e progettista. 

eV-Now! è una fondazione che si occupa non solo della ricerca e sviluppo nel campo della mobilità elettrica, ma dell’energia rinnovabile in generale. È un’associazione non profit che nel suo approccio ha un taglio molto professionale e che si interfaccia con aziende e professionisti interessati allo sviluppo di energie sostenibili.

Se dovessimo sintetizzare in 3 buoni motivi perché è importante passare ad una mobilità elettrica, quali evidenzierebbe? 

Se dovessi dire tre parole a sostegno di una scelta che avremmo dovuto già fare da tempo sarebbero: Efficienza, Sostenibilità e Economicità. Appoggiare e lavorare per la mobilità elettrica significa anche guardare al futuro, sia in termini ambientali, ma anche geopolitici. È sempre più evidente la scarsità delle materie prime, dal gas al carburante. Lavorare per l’elettrificazione non solo dei trasporti ma anche nella vita quotidiana, vuol dire lavorare per una propria indipendenza e per la riduzione di costi fissi che siamo costretti a subire.

I detrattori della mobilità elettrica sostengono che non sia una tecnologia realmente green, riferendosi ad esempio alla vita delle batterie e alla loro impossibilità di essere smaltite. Cosa ne pensa a riguardo? 

In realtà questo è un falso mito perché tutti i materiali, anche quelli più difficili da estrarre e “pregiati”, sono sempre riciclabili e, se ben gestite, tutte le batterie dei veicoli elettrici possono essere correttamente smaltite e riciclate, creando nuova ricchezza, e soprattutto evitando di finire negli inceneritori. Inoltre le batterie moderne hanno una vita molto lunga, che diminuisce ancora il loro impatto. Oggi arriviamo tranquillamente a 12-15 anni di prestazioni ottime.

E per quanto riguarda le prestazioni dei motori elettrici?  

Il motore elettrico ha uno sprint eccezionale, anche maggiore rispetto ad un motore endotermico. E può vantare anche una resistenza maggiore nel tempo. Non essendoci componenti meccaniche che normalmente sono soggette a sfregamenti e rotture, ha una vita molto più lunga. Anche la gestione dell’elettronica all’interno di un veicolo elettrico è più semplice da gestire, perché non dovendo contemporaneamente controllare anche la parte meccanica, può essere più semplicemente sottoposta a analisi, diagnosi ed eventuale manutenzione. 

Cosa ne pensa della tecnologia ibrida, con tutte le sue diverse sfaccettature? 

La gestione di un veicolo ibrido è molto complessa perché eredita tutte le difficoltà del motore endotermico (usura, malfunzionamenti meccanici, ecc) e non sfrutta appieno le potenzialità dell’elettrico. Credo sia un passaggio che ha avuto senso, ma che risulta già superato. 
Se l’ibrido poteva rassicurare l’acquirente che voleva provare l’elettrico ma ancora non si fidava di percorrere lunghi chilometraggi senza la possibilità di ricaricare l’auto, oggi non ha più senso. La distribuzione di punti di ricarica in Italia è in continua crescita, e l’Europa e molto più avanti di noi. Motus-e ogni anno analizza la rete, e i dati di fine 2021 sono incoraggianti: sono stati tracciati 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 location accessibili al pubblico. 

Gli operatori del mercato dell’auto spesso giudicano sbilanciati gli incentivi statali a favore della mobilità elettrica. Cosa ne pensa? 

In realtà dovremmo leggere gli incentivi statali per il passaggio all’elettrico come un investimento verso il benessere della collettività, un obiettivo a ridurre gli inquinanti, non un torto verso un mercato che, per anni, ha beneficiato di qualunque tipo di sussidi (dalla gestione dei carburanti, alle concessioni di vario genere). È un modo per lo Stato di guardare al futuro e cercare anche di rispondere alle richieste dell’Europa (e del mondo) in termini di riduzione delle emissioni. 

Come vede il mercato della mobilità elettrica oggi? E che previsioni ci sono per il futuro? 

Nel nostro Paese c’è una grande curiosità sul tema e anche la domanda comincia a crescere, ma c’è poca conoscenza, a partire dai concessionari. Dobbiamo considerare che il 50% dei possessori di auto hanno un proprio box auto e quindi potrebbero tranquillamente rientrare nel mercato ideale di un veicolo elettrico. Oggi poi, con i numerosi interventi anche nel miglioramento energetico degli edifici, sempre più cittadini avrebbero ottime opportunità per ricaricare il proprio mezzo a costo zero o quasi, grazie al fotovoltaico. 
Se vogliamo parlare di numeri, oggi siamo al 7% di veicoli elettrici rispetto alla totalità del mercato dell’auto, ma pensi che 5 anni fa eravamo solo all’1%. Comincia ad affacciarsi anche qualche dato importante sul mercato dell’usato elettrico, particolarmente interessante perché il motore elettrico ha una vita molto più lunga di un endotermico e quindi può avere molto più senso scegliere un usato di questo genere per l’utente. 
Quello che manca, per una spinta ulteriore, è sicuramente la formazione del cittadino, per sfatare dicerie e falsi miti, e per far capire a tutti che la scelta di passare all’elettrico è possibile e vantaggiosa già oggi. 

Per dare spazio a diverse opinioni sul complesso tema della mobilità elettrica, troverete nel nostro blog anche un’intervista ad un esperto contrario a questa tecnologia (l'articolo uscirà a breve).
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